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Le magnifiche sorti e progressive della nuova cittą verticale - Il Foglio 10/03/2009


"La città verticale contro la città orizzontale come civitas humana". Così Francesco Forte inizia la sua analisi sulle città contemporanee prendendo spunto dalla proposta del premier Berlusconi sull’aumento del 20% delle cubature degli edifici esistenti. Ma, come spesso accade, il titolo non rende merito al contenuto.

Se, nel leggere l’articolo, si sostituisce il termine "città verticale" con "densità", il concetto espresso dal prof. Forte è condivisibile. Bisogna solo definire con chiarezza il significato di "città orizzontale" e "città verticale". Léon Krier ha definito in maniera appropriata l’Eur "una città orizzontale con delle emergenze verticali", ed è ben visibile a tutti che l’Eur non è una distesa sterminata di villette bifamiliari ma un quartiere con i suoi edifici ben proporzionati. Se per "città verticale" si intende un isediamento fatto da grattacieli alti oltre cento metri, allora non siamo d’accordo. Ma se invece con quel termine si descrive una città fatta per esempio da edifici a corte, che magari occupano un isolato, alti quattro o cinque piani con il commerciale al piano terra, o da palazzine di uguale altezza, edifici che formano strade e piazze, possiamo dire che ci troviamo di fronte ad una qualsiasi città italiana ed europea.

 



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