Archistar a L’Aquila: Rudy Ricciotti risponde alle provocazioni del sindaco Cialente - Comunicato stampa 28/05/2009


L’archistar francese, in un’intervista rilasciata al CE.S.A.R., risponde su come ricostruire L’Aquila.

"Le archistar a L’Aquila? Sì ma lo facciano gratis, solo così potranno dimostrare quanto amino l’Italia e non solo d’agosto." L’archistar francese Rudy Ricciotti interviene sulla ricostruzione abruzzese post-sisma e risponde alla provocazione del sindaco Massimo Cialente con un’altra provocazione: "Se - ha detto Ricciotti - gli architetti di fama internazionale hanno veramente qualcosa da dire a proposito di questo dramma, e se amano l’Italia non solo durante il mese di agosto, allora che lavorino gratuitamente". Ma non è certo una boutade, quella dell’architetto francese. In un’intervista di prossima pubblicazione rilasciata alla rivista  "CE.S.A.R.", Centro Studi Architettura Razionalista, presieduto dall’arch. Cristiano Rosponi (con il prof. arch. Léon Krier presidente del Comitato scientifico), Ricciotti approfondisce il dramma aquilano affrontando la ricostruzione dal punto di vista architettonico e morale: "Il trauma de L’Aquila è tale che non può venire slegato dalla coscienza violenta della sua ricostruzione. Il sisma e la ricostruzione hanno in comune la brutalità inferta alla memoria. Qui la questione che si trova ad affrontare il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, è legata al necessario processo di speranza. In questo contesto, tirannico, il ricorso alle archistar è la migliore risposta? Quello che sembra prioritario è piuttosto cercare di fare in modo che gli architetti italiani possano venire in contatto con il reale atto intransigente: l’atto della ricostruzione". Ricciotti ha vinto numerosi premi tra i quali il Grand prix national d’architecture 2006, è chevalier de la légion d’honneur, e officier des arts et des lettres. In Italia è vincitore del progetto per il nuovo palazzo del cinema di Venezia, in Francia, a Parigi per il Louvre ha progettato la ristrutturazione del Palazzo della Corte Visconti al Louvre.

"Il mondo dei progettisti italiani - ha aggiunto - manca di lavoro ed è disilluso, visto che non mette più le sue competenze al servizio del proprio Paese. Questa è un’opportunità unica di avvicinare l’architetto al suo popolo. Tale necessità non è né demagogica, né romantica, è un vero progetto per ricostruire una coesione sociale intorno al mestiere dell’architetto. L’appello alle star della professione di architetto si dovrà confrontare con la questione etica, con la questione dell’identità, con la questione economica, e per dire le cose in maniera chiara, con la questione morale".

"È impensabile a mio avviso - ha osservato - che ci sia una presa in ostaggio, estetica, del dolore; questa è piuttosto una questione politica. Se veramente dovessero venire coinvolte delle archistar, queste dovrebbero confrontarsi con le più umili necessità, con i budget più modesti e con i programmi più urgenti, come la ricostruzione delle abitazioni per le famiglie. La bellezza è sempre utile ma la priorità va data all’efficacia sensata".

“Siamo fieri che il Centro Studi sull’Architettura Razionalista - ha commentato il presidente della Fondazione CE.S.A.R., Cristiano Rosponi - diventi il luogo dove personalità internazionali e distanti, come Léon Krier e Rudy Ricciotti, aprano un confronto sull’architettura, sulla sua funzione in Italia e in particolare sul ruolo degli architetti nella ricostruzione abruzzese. C’è un filo comune tra loro che li tiene uniti: la difesa dell’identità e della storia del nostro paese. Entrambi rilanciano l’idea di un’architettura legata al genius loci, al territorio, alla cifra culturale, alla memoria. Elementi che formano la città e i suoi cittadini. Mi auguro che il sindaco Cialente tenga conto di questa cifra. Inviti pure le archistar a L’Aquila ma nel rispetto della sua storia architettonica e urbanistica. Confronto aperto, dunque, sul quale come Centro Studi diamo la nostra disponibilità" .



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