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Okhta Tower e il priapismo architettonico - Il Riformista 26/09/2009


"Una torre alta il doppio di San Pietro in piena San Pietroburgo"
 
Negli anni del boom del Viagra, in cui nulla sembra impossibile, il priapismo indotto sembra aver contagiato tutti i campi dell’agire umano: inutile sperare di riuscire a salvare l’architettura. Uno dei pochi strumenti in grado di parlare al mondo, senza il rischio di non essere ascoltati. Ma se c’è stato un tempo in cui il desiderio di gloria e la necessità di stupire le masse, ispiravano costruzioni che con il loro valore artistico e architettonico hanno testimoniato la grandezza culturale di un paese e di un popolo, oggi sembra prevalere un sentimento di “impotenza” diffuso proprio tra i cosiddetti potenti del pianeta. Un problema da risolvere in modo radicale: esagerando.
 
(Nella foto, il progetto della Okhta Tower dello studio britannico RMJM per la Gazprom, alta 403 metri e voluta dal premier Vladimir Putin nel cuore di San Pietroburgo, culla dell’architettura neorinascimentale italiana)
 
in collaborazione con l’Agenzia per la Città


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