LA FINE DEL FORO ITALICO


L’Ostello della Gioventù al Foro Italico, unico a Roma, è alfine scomparso, inghiottito dalla speculazione economica.

 
È stato fagocitato dalla onnipotenza del CONI, interessato allo sfruttamento commerciale del monumentale Complesso architettonico che tutto il mondo ci invidiava e che era riuscito a sopravvivere perfino ai carri armati delle forze occupanti Roma dal 1944 e alle truppe che vi avevano per parecchio tempo bivaccato.

Il Foro Italico, è bene saperlo, non esiste più se non come espressione urbana, come collocazione locale, come denominazione storica: tutto è stato devastato dalla privatizzazione e dallo sfruttamento selvaggio a scopo di lucro, col consenso delle autorità preposte e senza alcun intervento a proteggerlo da parte chi avrebbe dovuto salvaguardare i Beni architettonici, culturali, ambientali, storici, artistici, urbanistici della nostra povera Roma.
 
Il Foro Italico non si è salvato nonostante le campagne di sensibilizzazione e di denuncia del Comitato per il Tevere, delle Associazioni Roma Tiberina, Hermes 2000, Voce Romana; nonostante l’intervento deciso di Italia Nostra, nonostante l’interessamento di uomini di cultura, di architetti, di urbanisti, di studiosi di ogni parte del mondo; nonostante l’impegno di qualche politico sensibile e disponibile; nonostante l’intervento di qualche coraggioso giornalista che si è schierato anche contro il padrone. Troppo forte il potere di chi avevamo contro, troppo forti gli interessi speculativi, troppo poco e male informato il grande pubblico.
 
Alleghiamo la relazione ,"Specifiche sul degrado del Complesso del Foro Italico" di Sandro Bari,  agli atti del Convegno “L’attuale gestione del Complesso Foro Italico” svoltosi nel 2008 ma che  riteniamo giusto proporre nuovamente all’attenzione .
 
(nella foto: Ostello della Gioventù al Foro Italico,Roma)


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