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Le Case del Fascio in Italia e nelle Terre d’oltremare


Mostra Itinerante di Architettura
Inaugurazione Mercoledì 15 Novembre ore 18:00
Aula Magna dell’Archivio Centrale dello Stato, Piazzale degli Archivi, 27 - Roma

Un viaggio nell’architettura italiana tra le due guerre attraverso un’analisi approfondita della tipologia architettonica più rappresentativa del Partito Nazionale Fascista: le Case del Fascio. Più di undicimila edifici censiti e documentati. Quattrocento grafici e foto d’epoca esposti, di cui centoventi in originale. In questa vasta rassegna troviamo progetti inediti dei maggiori professionisti attivi in quel periodo tra i quali l’architetto comasco Giuseppe Terragni.
Il materiale esposto sarà accompagnato da filmati dell’Istituto Luce e da ricostruzioni virtuali dei più interessanti progetti studiati. L’evento, realizzato grazie a una intensa opera di ricerca durata circa dieci anni, si propone come uno dei più importanti lavori di censimento e catalogazione dell’architettura italiana del periodo fascista a fini di recupero, conservazione e tutela di un patrimonio artistico ormai famoso a livello internazionale.
Solo a una percentuale ormai minoritaria degli italiani il termine stesso di "casa del fascio" è in grado di dire qualcosa, così come pochissimi dei tanti che vivono in ex case del fascio o le frequentano nelle loro attuali destinazioni o ci passano davanti quotidianamente sanno che cosa erano un tempo.
La mostra, organizzata dall’Archivio Centrale dello Stato, Regione Lazio, Dipartimento CAVEA - Università La Sapienza con il contributo dell’ANCE LAZIO - URCEL e della Fondazione CE.S.A.R. Onlus, mette in evidenza, grazie all’esposizione di un ricco repertorio grafico e fotografico che l’accompagna, come questo tipo di edilizia era diffuso capillarmente nel nostro paese: chiesa, municipio e Casa del Fascio erano tre presenze ineludibili di ogni agglomerato secondo una gamma che andava dai grandi edifici dei centri maggiori a quelli più innovativi delle città di fondazione, fino a quelli piccoli e seriali dei centri rurali.
Altrettanto diversificata la gamma degli operatori incaricati di realizzare queste opere: dai geometri agli ingegneri agli architetti, spesso anche di grido. Alcuni nomi per tutti: Adalberto Libera, Saverio Muratori, Ludovico Quaroni, Giuseppe Samonà e Giuseppe Terragni.
Il materiale esposto è raccolto in un catalogo, edito da Alinea Edizioni, con la prefazione di Paolo Portoghesi.
La mostra rimarrà aperta dal 15 Novembre al 15 Dicembre.



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